KODY VOX, L’ARTISTA POLIEDRICO CON UNA VOCE SUADENTE

Mario Controllo, in arte Kody Vox, è un’artista di Torino che ormai da qualche anno ha messo radici in Brianza. Classe 1981, Kody ha già vissuto molteplici esperienza artistiche, dalla radio alla televisione, ma è la musica che fin da piccolo lo appassiona.

Lo abbiamo incontrato per fargli qualche domanda.

Kody, Quando è nata la tua passione per la musica?

Posso dire che la passione è nata da subito.
Giravano in casa anni fa vecchie VHS e polaroid di quando nemmeno 3enne “cantavo” e suonavo.
A 5 anni cantavo in chiesa, e dai 7 ai 12 anni ho fatto parte di un coro di voci bianche di canto gregoriano.
Questo mi ha fatto pensare più avanti negli anni di trasformare una passione puerile in
un progetto di vita.
Io credo che essere un musicista o artista è più una vocazione che una vera scelta, almeno questa la mia idea.

C’e un artista o gruppo che ti ha segnato?

In primis mia madre, una donna poliedrica artisticamente che con il suo modo di essere ed esempio naturale mi ha educato ed improntato alle arti della poesia, canto, pittura, fotografia e non meno importante al contatto con la mia natura emotivita.
Artisti famosi invece posso dire Alex Baroni e Mango se parliamo di italiani, Freddie Mercury su tutti se facciamo un discorso globale.
Freddie è stato il cantante che amaramente
ho potuto apprezzare solo dopo la sua dipartita, avendo io appena 10 anni quando morí.

Come vedi la musica italiana oggi?

Mai come ora ci sarebbe spazio per tutti, ma c’è un ma. La discografia non ha più il coraggio di investire su novità o generi diversi da quello di tendenza ora: la trap e le sue declinazioni. Visto il ritorno sui banchi di scuola in questo periodo, potrei dire che se dovessi dare un voto darei 5 con commento “si applica, ma non si impegna”.

Cosa pensi dei talent show dedicati alla musica?

I talent show sono potenzialmente delle belle vetrine, ma poiche ragionano come fabbriche producono musica in catena di montaggio, omologando i cantanti e facendo uscire cloni dei soliti nomi proprio per non rischiare con le produzioni.
Questo atteggiamento inaridisce i nuovi artisti, che non avendo una loro personalità da far emergere sono destinati a sparire come meteore nell’arco di un paio di stagioni.
La discografia seguendo a ruota ne risente perché sempre meno sa fare scelte diverse e coraggiose

Con chi ti piacerebbe fare un duetto?

Non saprei, sono molti i nomi degli artisti
con cui sarebbe bello cantare, alcuni sfortunatamente resteranno solo sogni
essendo passati a miglior vita.
Se parliamo di rock, non potendo duettare con Freddie Mercury mi “accontenterei” di suonare con i Queen.
Per dei featuring invece le teste che mi ispirano per i loro brani direi Shade (siamo entrambi Torinesi), Ghali e Marracash.

Progetti futuri?
Vincere la lotteria… no scherzo.
Tornando seri, il mio obiettivo costante è portare avanti le mie tante canzoni incompiute ed idee nel cassetto, vivere sempre più per e di musica.
Se si riuscisse a fare ciò che si ama per vivere sarebbe una vita vissuta senza lavorere mai un giorno, e poi io sono dell’idea come Nietzsche che una vita senza musica sarebbe un errore.

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